{"id":92342,"date":"2026-02-05T15:26:40","date_gmt":"2026-02-05T14:26:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fimic.it\/?p=92342"},"modified":"2026-04-15T14:00:01","modified_gmt":"2026-04-15T12:00:01","slug":"i-bambini-veri-ambasciatori-della-sostenibilita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fimic.it\/en\/i-bambini-veri-ambasciatori-della-sostenibilita-2\/","title":{"rendered":"Comunicazione ambientale: a cosa serve, come si fa"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Erica Canaia intervista Sergio Vazzoler autore di <em>\u201cDove i fatti non arrivano\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><em><em>La ceo di FIMIC Erica Canaia ha intervistato Sergio Vazzoler esperto di comunicazione ambientale e autore insieme a Stefano Martello del libro \u201cDove i fatti non arrivano\u201d. Il libro spiega che \u201ccomunicare\u201d significa assumersi la responsabilit\u00e0 di spiegare, chiarire e costruire relazioni. Per le aziende, come per gli imprenditori, esporsi non dovrebbe essere un rischio ma una condizione necessaria anche a rischio di sbagliare perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019autenticit\u00e0.<\/em><\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Erica: <\/strong>Una delle prime cose che mi ha colpito del vostro libro \u00e8 stato il titolo, <em>\u201cDove i fatti non arrivano\u201d<\/em>. La scelta di un titolo \u00e8 sempre molto combattuta quindi mi sono domandata quale sia stata la scintilla che ti ha portato, insieme a Stefano Martello, a scegliere questo titolo. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Sergio: <\/strong>Intanto grazie Erica perch\u00e9 per me ogni occasione in cui si riesce a diffondere anche solo un pezzettino di cultura su questi temi \u00e8 fondamentale. Questo libro \u00e8 l\u2019ultimo di una trilogia nata nel 2020, quando con Stefano abbiamo deciso di dedicare tempo e spazio alla comunicazione ambientale. Il primo libro \u00e8 stato <em>\u201cL\u2019imbuto bianco\u201d<\/em> poi nel 2022 <em>\u201cL\u2019anello mancante\u201d<\/em> e infine, nel 2024, <em>\u201cDove i fatti non arrivano\u201d<\/em>. Quest\u2019ultimo \u00e8 un lavoro collettivo: abbiamo coinvolto professionisti e professioniste che affrontano questi temi da prospettive diverse. <\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo, s\u00ec, \u00e8 stato combattuto, anche tra me e Stefano. Avevamo visioni diverse, ma alla fine l&#8217;ho convinto a sceglierlo. Negli ultimi anni ho visto consolidarsi un\u2019idea pericolosa: che la comunicazione sia la fase finale del processo e quindi possa venire solo dopo, quando \u201cle cose sono fatte\u201d. Io credo esattamente il contrario. Le sfide della transizione ecologica, del rischio climatico e dell\u2019impatto sociale sono cos\u00ec complesse che senza comunicazione non si va da nessuna parte. Io intendo la COMUNICAZIONE nel suo significato pi\u00f9 autentico, cio\u00e8 \u201cmettere in comune\u201d. Non promuovere o fare marketing ma costruire significati condivisi.<\/p>\n\n\n\n<p>I fatti sono fondamentali, certo, ma da soli non bastano. Devono essere vissuti, compresi e condivisi all\u2019interno delle organizzazioni dove ognuno deve trovare un proprio ruolo, &nbsp;si mette in gioco e dove si assume un pezzo di responsabilit\u00e0. Da qui nasce l\u2019urgenza di questo titolo, volutamente provocatorio.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Erica: <\/strong>Hai toccato un punto che mi sta molto a cuore: oggi la comunicazione viene spesso associata alla \u201cmarchettata\u201d, mentre in realt\u00e0 noi <em>siamo<\/em> comunicazione. Questa distorsione genera sfiducia, soprattutto quando si parla di ambiente. C\u2019\u00e8 una crescente diffidenza, sia verso le aziende sia in generale. Da cosa nasce, secondo te, questa sfiducia che poi influenza anche i comportamenti di acquisto?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-6c531013 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p><strong>Sergio: <\/strong>Hai centrato l\u2019obiettivo, Erica. Oggi non siamo pi\u00f9 solo alla sfiducia, ma al fastidio. La narrazione green, in molti casi, genera rigetto. Questo accade perch\u00e9 per molto tempo non \u00e8 stato raccontato in modo trasparente l\u2019impatto sociale della transizione ecologica. In Europa si \u00e8 fatto tanto di buono ma anche degli errori importanti di impostazione. La mancata attenzione all\u2019impatto sociale \u00e8 stata usata come arma da una contro-narrazione potentissima, che ha presentato la sostenibilit\u00e0 come qualcosa per \u00e9lite, distante dai problemi reali delle persone.A questo si aggiunge il greenwashing: pochi casi reali, spesso amplificati e generalizzati, hanno finito per gettare discredito su tutto. Molte aziende non agiscono in malafede, semplicemente non hanno ancora gli strumenti o la consapevolezza per affrontare un percorso complesso come questo. Ma \u00e8 sbagliato mettere ogni errore nello stesso calderone delle strategie fraudolente. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px;width:0px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer wp-container-content-cf2db169\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-6c531013 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p>Il rischio enorme che viviamo oggi \u00e8 che chi prova a fare le cose seriamente venga scoraggiato dal comunicarle. Invece servono strumenti per raccontare percorsi difficili, imperfetti e autentici. Anche comunicare obiettivi non raggiunti pu\u00f2 generare fiducia.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px;width:0px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer wp-container-content-6388d5dc\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Erica: <\/strong>In Italia, per\u00f2, abbiamo un problema culturale enorme con l\u2019errore: il fallimento non viene accettato. Lo scrivo spesso anche nel mio profilo LinkedIn.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Sergio: <\/strong>Assolutamente. Ti faccio un esempio concreto. Lavoro da anni con un polo chimico del Nord Italia con oltre cento anni di storia. Un sito complesso, con un\u2019eredit\u00e0 ambientale pesante e una fortissima difficolt\u00e0 di accettazione sociale. La paura di comunicare era altissima. Abbiamo iniziato a piccoli passi: laboratori di comunit\u00e0 con gruppi ristretti, tavoli di dialogo tra azienda e cittadini, anche con chi era apertamente oppositore. \u00c8 stato un segnale di apertura e trasparenza. La continuit\u00e0 \u00e8 stata fondamentale: se fai un\u2019iniziativa a spot e poi richiudi le porte distruggi la fiducia di cui parlavi prima. La fiducia si costruisce anno dopo anno un pezzo alla volta. <\/p>\n\n\n\n<p>La paura di esporsi porta solo a consolidare le narrazioni negative. Comunicare, anche in modo imperfetto, costruisce ponti. Molte persone vogliono solo capire qualche cosa in pi\u00f9 di quello che fai, di come lavori, delle persone che ci sono dentro alla tua organizzazione e quindi un po&#8217; entrare nel merito delle cose. Agevolare chi si fa bloccare dalla paura dell\u2019errore e del complotto. Facendo bene le cose e trovando un terreno di confronto<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Erica: <\/strong>In parte mi riconosco in queste aziende che si impegnano cos\u00ec tanto nel capire <em>come<\/em> comunicare: da un lato mi fa quasi tenerezza. Siamo arrivati ad avere una vera e propria ansia della comunicazione. I social hanno certamente ampliato le possibilit\u00e0 di dialogo, ma allo stesso tempo hanno dato voce ai cosiddetti \u201cleoni da tastiera\u201d, che spesso trovano proprio l\u00ec uno spazio di sfogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Io stessa ho imparato a gestirli, ma capisco benissimo la difficolt\u00e0 del social manager di un\u2019azienda che si chiede come affrontare certe situazioni. Allo stesso tempo, credo che amministratori delegati di tutto il mondo e manager, prima o poi, dovranno accettare l\u2019idea di esporsi in prima persona: prendere in mano il telefono, raccontare ci\u00f2 che viene fatto con meno ansia e accettare che non tutti siano d\u2019accordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a me capita di ricevere commenti offensivi, persino su LinkedIn, che teoricamente dovrebbe essere uno spazio di confronto civile. In quei casi cerco di riportare la conversazione su un piano di educazione e rispetto: ognuno ha la propria opinione, e il punto non \u00e8 avere ragione a tutti i costi, ma confrontarsi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Sergio: <\/strong>Il problema \u00e8 che oggi lo scontro viene visto come negativo, mentre pu\u00f2 essere costruttivo se resta rispettoso. Serve ascolto attivo e qui mi rifaccio alle sette regole di Marianella Sclavi*. Il valore della comunicazione sta proprio l\u00ec: nel mantenere la relazione. Io dico come la penso, tu fai lo stesso, senza che nessuno voglia vincere una discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dallo scambio pu\u00f2 nascere un pensiero nuovo, pi\u00f9 ricco per entrambi. Nell\u2019ultima fiera Ecomondo ho chiamato all\u2019evento Bruno Mastroianni che \u00e8 esperto delle dinamiche del confronto\/scontro.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Erica: <\/strong>Il problema \u00e8 che spesso la comunicazione si blocca, come succede oggi sul tema della plastica. Io ci lavoro, quindi so benissimo quante critiche arrivano ogni giorno ma almeno dal 2015 insisto con le associazioni di categoria perch\u00e9 prendano posizione, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre paura di esporsi. Eppure, \u00e8 normale trovare chi \u00e8 contrario e la pensa diversamente ma non comunicare vuol dire lasciare agli altri la libert\u00e0 di farlo al posto nostro.\u00a0 Io non devo avere paura di dire la mia opinione e apprezzo che nel libro <em>\u201cDove i fatti non arrivano\u201d<\/em> tu abbia preso una posizione. Se dovessimo chiudere con un messaggio per aziende e persone, quale sarebbe?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Sergio: <\/strong>Bisogna andare a caccia di storie positive, di buone pratiche concrete e metterle in condivisione mutuandole il pi\u00f9 possibile senza paura. Vedere qualcuno \u201csimile a me\u201d che ce la fa \u00e8 molto pi\u00f9 efficace di mille discorsi istituzionali astratti. La comunicazione non \u00e8 un rischio da evitare, ma uno strumento per costruire fiducia, cultura e futuro. A proposito di comunicazione, in Ferpi io e alcuni colleghi, per il format \u201cUno Mattina In Famiglia\u201d su Rai 1 il sabato mattina abbiamo allacciato alcune parole chiave della sostenibilit\u00e0 alle buone pratiche; questo lavoro \u00e8 diventato un libro, il <em>\u201cGlossario della sostenibilit\u00e0\u201d<\/em> ***, in cui Rai Per la Sostenibilit\u00e0-ESG ci ha creduto. Queste sono le armi che abbiamo per combattere la disinformazione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>*Sergio Vazzoler e Stefano Martello (a cura di) \u201c<em>Dove i fatti non arrivano. Antologia ragionata e appassionata della comunicazione ambientale\u201d, <\/em>New Fabric 2024<\/p>\n\n\n\n<p>**Marianella Sclavi, \u201c<em>Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte\u201d,<\/em> Pearson, 2003<\/p>\n\n\n\n<p>*** AAVV \u201c<em>Glossario della sostenibilit\u00e0: 100 parole chiave per un futuro da realizzare\u201d<\/em>, RAI Libri<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erica Canaia intervista Sergio Vazzoler autore di \u201cDove i fatti non arrivano\u201d. La ceo di FIMIC Erica Canaia ha intervistato Sergio Vazzoler esperto di comunicazione ambientale e autore insieme a Stefano Martello del libro \u201cDove i fatti non arrivano\u201d. Il libro spiega che \u201ccomunicare\u201d significa assumersi la responsabilit\u00e0 di spiegare, chiarire e costruire relazioni. 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