Nel libro “Anna e la Banda del Ghiacciolo Sciolto” di Rossella Sobrero, la sostenibilità viene raccontata attraverso gli occhi dei bambini, capaci di trasformare piccoli gesti in grandi cambiamenti. Tra riciclo, riuso e responsabilità, la storia richiama i principi dell’economia circolare che ogni giorno guidano anche il lavoro di FIMIC: dare nuova vita ai materiali, ridurre gli sprechi e trasformare i rifiuti in risorse. Perché la plastica, se riciclata correttamente, può diventare parte della soluzione.
“Anna e la Banda del Ghiacciolo Sciolto”
Ho letto Anna e la Banda del Ghiacciolo Sciolto insieme a mio figlio Rafael durante le vacanze di Natale. Il libro è l’ultimo lavoro di Rossella Sobrero e il suo primo dedicato ai bambini, la sostenibilità viene raccontata attraverso lo sguardo curioso e diretto dei più piccoli. Attraverso amicizia, collaborazione e senso di responsabilità, i protagonisti della storia affrontano un’avventura che li porta a riflettere sul riciclo, sul riuso e sull’impatto delle proprie azioni. Un messaggio che vale per tutti, adulti compresi. Tutto parte da un episodio: un ghiacciolo che si scioglie al sole, proprio come accade ai ghiacciai con il riscaldamento globale. Da lì, i bambini capiscono che non basta osservare ciò che accade: è possibile agire. Tra tentativi, errori e piccoli successi, l’“Operazione Salva Pianeta” di Anna e dei suoi amici mostra che ognuno può fare la propria parte. Non a caso il sottotitolo del libro è “Cambiare il mondo un’idea alla volta”.
La sostenibilità spiegata ai bambini (e agli adulti)
Ho avuto il piacere di parlarne con l’autrice, Rossella Sobrero, esperta di sostenibilità e comunicazione responsabile. Con lei ho condiviso molte riflessioni, a partire dal rischio sempre più diffuso del greenwashing. Rossella è autrice di Verde, anzi verdissimo, dedicato ai pericoli della falsa sostenibilità, e di Pericolo socialwashing, pubblicato nel 2024. Come lei stessa spiega, dimostrare l’impatto reale delle azioni è molto più complesso che limitarsi a dichiarazioni come “abbiamo risparmiato energia” o “abbiamo ridotto l’impronta idrica”. Per questo è fondamentale raccontare solo ciò che si è davvero fatto: la fiducia di clienti, partner e stakeholder è preziosa, e una volta persa è difficile da recuperare.
Durante la lettura, Rafael mi ha colpito con una frase: «Avrei portato tutti a raccogliere i mozziconi di sigaretta dalle strade». Avevamo appena visto un tratto di spiaggia invaso dai mozziconi e anche lui ha capito che basterebbe davvero poco: non gettare una sigaretta a terra è già un atto di rispetto verso l’ambiente.
Anche questo è il messaggio di Anna: piccoli gesti possono cambiare il mondo un passo alla volta.
Riciclare, riusare, dare valore ai materiali
Uno dei momenti più belli del libro per Rafael è stato quando i protagonisti costruiscono un albero di Natale in piena estate usando materiali di riuso. Un gesto creativo che racchiude un principio fondamentale: gli oggetti non sono rifiuti, ma risorse.
In FIMIC lavoriamo ogni giorno per trasformare la plastica in una nuova opportunità, progettando macchinari che ne permettono il riciclo e il riutilizzo. Per questo è importante spiegare anche ai più piccoli che la plastica non va demonizzata, ma gestita correttamente. Molti oggetti che usiamo quotidianamente — dagli occhiali alle scarpe, dai tessuti tecnici agli elettrodomestici — contengono plastica e possono avere una seconda vita.
Come dice spesso Rafael: «La plastica non va buttata, va riciclata».
Dal racconto alla realtà industriale
Le storie di Anna e dei suoi amici parlano ai bambini, ma il loro messaggio riguarda direttamente anche il mondo dell’impresa. Ogni oggetto che viene riusato, ogni materiale che viene riciclato, è una scelta che riduce sprechi e impatto ambientale. È qui che la sostenibilità smette di essere un concetto astratto e diventa un processo concreto.
In FIMIC questo principio è al centro del nostro lavoro quotidiano: progettare e costruire macchinari che permettano alla plastica di tornare materia prima, riducendo la necessità di nuove risorse e contribuendo a un modello di economia circolare. Dare una seconda vita ai materiali significa anche dare una seconda possibilità al pianeta.
Se vogliamo davvero essere sostenibili – come ci insegnano Anna e i bambini del libro – dobbiamo partire da ciò che usiamo ogni giorno. La plastica non è il problema: lo è lo spreco. E il riciclo è una delle risposte più concrete che abbiamo per trasformare i rifiuti in valore.
Una sostenibilità che guarda al futuro
La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente: è anche sociale e di governance. Significa creare valore duraturo per le persone, per le comunità e per le generazioni future. Libri come Anna e la Banda del Ghiacciolo Sciolto aiutano a costruire una cultura della responsabilità fin dall’infanzia. Perché il futuro della sostenibilità passa anche dall’educazione, dalla curiosità e dall’esempio. Spesso sono proprio i bambini, con la loro chiarezza e il loro entusiasmo, a ricordarci che il cambiamento è possibile.
* Rossella Sobrero è presidente e cofondatrice di Koinètica, docente di Comunicazione sociale all’Università degli Studi di Milano e di Marketing non convenzionale all’Università Cattolica. È fondatrice del blog CSR e Dintorni, dedicato alla sostenibilità e alla comunicazione sociale.