Dalla tecnologia per il riciclo alla competitività europea, fino alla leadership femminile e al valore delle persone. Ospite di Fabio Turin nel programma “Storie della Gente”, la nostra CEO Erica Canaia ha raccontato quasi cinquant’anni di evoluzione del settore e una storia imprenditoriale che, da Carmignano di Brenta, ha portato FIMIC nel mondo.
Il riciclo è industria, tecnologia e conoscenza
Che cosa accade davvero alla plastica quando entra in un impianto di riciclo? E che cosa serve perché un rifiuto possa tornare a essere una materia utilizzabile dall’industria?
Una volta raccolta la plastica viene selezionata, lavata, lavorata, fusa e filtrata; nella fase di filtrazione devono essere eliminate le contaminazioni (carta, alluminio, legno e altro) per ottenere un riciclato di qualità che possa tornare nei processi produttivi. Il dialogo tra Fabio Turin ed Erica Canaia a Radio Gamma 5 inizia da qui. Erica ha raccontato il settore complesso del riciclo della plastica, che è il mondo nel quale FIMIC lavora da decenni. In FIMIC infatti produciamo filtri automatici autopulenti, pompe melt e ghigliottine per il riciclo della plastica, tecnologie nate dall’esperienza diretta con i riciclatori e sviluppate per affrontare materiali e contaminazioni differenti.
Erica lo ha spiegato con chiarezza durante l’intervista: non basta raccogliere e riciclare la plastica. Occorre anche che il materiale riciclato trovi un mercato. Se il materiale vergine continua a essere preferito soltanto perché costa meno, il sistema rischia di interrompersi proprio nell’ultimo e decisivo passaggio della circolarità.
Da una piccola officina di famiglia ai mercati internazionali
L’azienda nasce nel 1963, fondata da Giuseppe Canaia, inizialmente come officina impegnata nella costruzione di betoniere. È con Antonio, il padre di Erica, che prende forma la specializzazione nel riciclo della plastica: dalla capacità di osservare i problemi dei clienti e trovare soluzioni nascono i primi macchinari dedicati al settore.
Erica entra in azienda nel 2011 e rappresenta oggi la terza generazione della famiglia.
Porta con sé una forte vocazione internazionale, la passione per le lingue e per i viaggi e soprattutto la convinzione che una tecnologia nata in una piccola azienda veneta possa competere sui mercati mondiali. «Ho cominciato a girare e a far conoscere il nostro nome fuori dal mondo» ha ricordato durante la trasmissione.
Da allora FIMIC è cresciuta, si è strutturata e oggi conta circa 60 persone, con macchinari installati in numerosi Paesi, dall’Europa all’America, fino ad Africa e Australia. Antonio Canaia continua a dedicarsi alla sua principale vocazione, l’invenzione e lo sviluppo tecnico. «È stato il papà più lungimirante che io potessi avere. – dice Erica – Ho avuto un passaggio generazionale meraviglioso perché lui si è fatto da parte appena visto che io ero autonoma.»
Riciclare in Europa
L’intervista ha toccato anche uno dei temi più delicati per il futuro del comparto: la competitività dell’industria europea del riciclo della plastica.
Le imprese europee operano all’interno di un sistema normativo molto articolato e sono chiamate a investire in tecnologia, sicurezza, tracciabilità e sostenibilità. Allo stesso tempo devono confrontarsi con produzioni provenienti da Paesi nei quali costi e standard possono essere profondamente differenti.
«Dovremmo tutelare la nostra Europa e rispettare le regolamentazioni europee acquistando europeo», spiega Erica. Chenon significa chiudere i mercati, ma riconoscere il valore delle competenze, degli investimenti e delle tecnologie costruite nel nostro continente.
Lo stesso vale per il materiale riciclato. Dire che un prodotto è “riciclabile” non significa dire che sia stato prodotto utilizzando materia riciclata. È una distinzione importante, sulla quale serve maggiore conoscenza, per questo Erica dedica una parte significativa della propria attività anche alla divulgazione: spiegare come funziona il riciclo significa aiutare clienti, giovani e consumatori a compiere scelte più consapevoli.
Far crescere l’azienda e le persone
In Storie della Gente Erica ha raccontato il modo in cui lei interpreta oggi il ruolo di CEO, in un settore industriale nel quale la presenza femminile ai vertici rimane ancora limitata. Il suo modello di leadership unisce determinazione, studio continuo, internazionalizzazione e attenzione alle persone.
«Studiate tanto» è uno dei consigli che Erica ha rivolto agli imprenditori durante l’intervista. Perché guidare un’azienda non significa conoscere soltanto il prodotto o i numeri: significa comprendere organizzazione, mercato, persone e responsabilità. «La mia missione è creare un luogo di lavoro in cui tutti siano sereni», ha detto Erica a Fabio Turin.
Anche l’esperienza della maternità ha contribuito a costruire questo approccio. In FIMIC abbiamo introdotto forme concrete di sostegno alle collaboratrici con figli e permessi destinati anche ai padri, perché crediamo che la qualità del lavoro dipenda anche dalla qualità della vita delle persone (https://www.fimic.it/people/)
FIMIC è cresciuta portando le proprie tecnologie nel mondo, ma continua a considerare innovazione, relazioni e persone parti dello stesso progetto perché il futuro del riciclo non dipenderà soltanto da quanto materiale riusciremo a recuperare. Dipenderà dalla capacità di costruire tecnologie migliori, imprese più solide e una cultura industriale capace di guardare oltre il risultato immediato.
Per ascoltare l’intera intervista questo è il link: https://youtu.be/fMHfSZn9UyI?si=0EcwMyyYU2_0YzTy,
Grazie a tutti coloro che l’hanno ascoltata e che l’ascolteranno.