La giornalista Selene Seliziato ha intervistato la nostra ceo Erica Canaia per la piattaforma “Operations Manager”di ItalyPost, un portale tematico dedicato allo sviluppo della cultura d’impresa. L’intervista fatta a pochi giorni dalla partecipazione di Erica Plastics Recycling Show Europe (PRS Europe) 2026, il principale evento del settore focalizzato sul riciclo delle materie plastiche, è incentrata sulla crescita aziendale e la sua gestione.
Di cosa si è parlato?
Gestione della crescita interna. La crescita coinvolge tutti i reparti simultaneamente. Erica monitora il carico di lavoro in tutti i reparti costantemente per capire quando agire. Fondamentale procedere per gradi.
Supply chain e pianificazione. L’azienda produce internamente, il che semplifica la gestione. Nel tempo Fimic è passata da un approccio artigianale ad uno più strutturato cambiando mentalità.
Internazionalizzazione. L’azienda opera in tutto il mondo. La scelta è stata formare tecnici direttamente dall’Italia piuttosto che affidarsi a personale locale non ancora formato secondo gli standard aziendali.
Gestione delle persone È la sfida più difficile. Erica punta sulla trasparenza: «Cerco in tutti i modi di essere molto chiara, limpida e sprono le persone a superare i propri blocchi e a parlare». La chiave di volta è una: «il lavoro è sempre una costante di comunicazione».
Selene: Mi incuriosisce l’espansione dell’azienda negli ultimi anni. Penso che quando si cresce aumentino le cose da fare, bisogna essere anche un po’ più innovativi e pianificare. Come si fa a crescere e restare centrati?
Erica: «È un tema molto importante quello della crescita, ed è una continua valutazione giornaliera in azienda, perché comunque il mondo cambia attorno a te e cambiano anche le dinamiche di ciò che serve. La cosa più difficile è gestire sono i picchi di produzione: quando si cresce non è solo il reparto produzione che cresce ma anche tutti gli altri. Se produco di più ho anche più ricambi da vendere, più persone, più problematiche nelle macchine da gestire, quindi bisogna cercare un equilibrio. Poi è necessario monitorare i collaboratori, capire quando serve un’altra risorsa o usare meglio quelle che abbiamo. La difficoltà di un titolare è quella di capire se ci sono reparti in difficoltà,se inserire una risorsa nuova o usare al meglio quelle che già ci sono.»
Selene: Un altro tema è quello della supply chain. Crescendo alle volte è necessario rivedere alcuni approvvigionamenti, alcuni nodi della catena del valore. Da questo punto di vista in Fimic è cambiato qualcosa, come vi siete sviluppati?
Erica: «In Fimic abbiamo la fortuna di produrre internamente e questo ci agevola tantissimo perché sia l’approvvigionamento che eventuali modifiche da fare sono più veloci. Ovvio che nel processo l’approvvigionamento è cambiato perché siamo passati da essere degli “artigiani” ad essere un’industria. Quando prima di me c’era mio papà Fimic comprava in maniera diversa, adesso lo facciamo in maniera più strutturata. per avere sempre in tempo reale quello che serve.
Selene: Mi colpito che voi seguite installazioni praticamente in tutti i continenti. Immagino che sia un salto non da poco: come riuscite a garantire le installazioni in continenti diversi con clienti diversi? Nell’evoluzione dell’azienda mi sembra un salto su cui volevo un po’ capire come ci siete arrivati.
Erica: Sì è vero, installiamo le macchine in tutti i continenti. La complessità sono le culture diverse che rendono necessario avere qualcuno che aiuti l’azienda ad indirizzarsi. A parte gli agenti in loco, noi abbiamo anche venditori che ci aiutano a comprendere la cultura di un Paese estero. I tecnici invece partono sempre dall’Italia non perché io non voglio avere un tecnico in Australia, ad esempio, ma perché – purtroppo o per fortuna – il riciclo della plastica è un settore molto specifico e quindi devi avere una knowledge che deve partire da Fimic. Io ho preferisco formare qui le persone, mentre ci sono aziende che la pensano in altro modo e preferiscono avere tecnici sul luogo. All’inizio con ogni tecnico partiva anche un venditore finché i tecnici non hanno capito come fare; oggi i tecnici viaggiano in coppia per un anno e si formano, imparano cioè a installare prima di andare da soli. Questo permette loro di crescere perché senza formazione non ci si evolve.»
Selene: L’ultima cosa che volevo chiederti riguarda la gestione delle persone. In realtà mi hai già dato degli elementi parlando di formazione. Mi hai detto che sei sempre attenta se le persone sono oberate di lavoro, se serve inserire una risorsa in più o magari cambiarle di ruolo. Ci sono anche altre cose che volevi aggiungere?
Selene: L’ultima cosa che volevo chiederti riguarda la gestione delle persone. In realtà mi hai già dato degli elementi parlando di formazione. Mi hai detto che sei sempre attenta se le persone sono oberate di lavoro, se serve inserire una risorsa in più o magari cambiarle di ruolo. Ci sono anche altre cose che volevi aggiungere?